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Chirurgia delle vene varicose

vene-varicoseLe vene varicose sono una patologia antica già descritta da Ippocrate: ovviamente negli anni le tecniche chirurgiche per eliminare tale inestetismo sono modificate e migliorate.
 
Fino a molti anni addietro si eseguiva ( ed in alcuni casi si esegue ancora ) lo stripping.
Tale intervento si può eseguire sia in anestesia totale che locale e consiste nell'apertura dell'inguine dell'arto malato e nella rimozione totale della vena malata tramite una sonda che viene introdotta dal malleolo.

Tale intervento ( ormai superato ) comporta quasi sempre nella sua esecuzione il danno ad alcuni vasi linfatici e a piccole terminazioni nervose, che fanno sì che il soggetto operato in seguito possa percepire fastidiose sensazioni ( freddo, formicolio ), oltre che eventuale edema periodico ( gonfiore ).

Altra soluzione è la CHIVA ( correzione emodinamica in ambulatorio ): consiste essenzialmente nella creazione di una "strada alternativa " per il ritorno venoso, evitando così l'asportazione totale della vena malata.
Nel tempo si è visto che tale metodo non apporta particolari vantaggi rispetto allo stripping, e per di più espone il paziente al rischio di recidive ( ritorno della patologia ).

La tecnica chirurgica che oggi vanta maggiore risultati positivi è sicuramente l'intervento eseguito tramite sonda laser: esso presento una serie di vantaggi rispetto alle soluzioni chirurgiche già descritte.
 
L'intervento con il laser è eseguito in anestesia locale ( tramite piccole punture sulle gambe );
Le incisioni sono molto più piccole ( 2-3mm ), rispetto a quelle dei sistemi precedenti ( almeno 1cm ), sono praticate sopra al ginocchio anziché all'inguine e non richiedono punti di sutura ( che sono a rischio infezione e di cicatrici ).

Attraverso una microincisione a metà della coscia viene introdotta una sonda laser, che col suo sensore luminoso permette di raggiungere e di chiudere la vena safena interna, senza ulteriori complicazioni di tipo chirurgico.
 
Altro vantaggio è la possibilità di tornare a casa subito dopo l'operazione: applicato un bendaggio elastocompressivo, il paziente è perfettamente in grado di camminare. Per questo motivo molti interventi alle varici vengono eseguiti in day hospital.
 
Il paziente viene al mattino, esegue le analisi, si opera e dopo un'ora o due viene dimesso ). Dopo l'operazione la fasciatura va mantenuta per una settimana circa, nella quale il paziente è libero di svolgere qualsiasi attività ( è raccomandato però di evitare attività fisiche particolari ).
 
Una volta rimossa fasciatura e cerotti ( come già detto, non è necessario applicare punti di sutura in questo caso ), il paziente deve solo applicare un gel per drenare eventuali lividi. Normalmente circa 10 giorni dopo l'intervento, il paziente viene giudicato assolutamente sano, e in grado di riprendere qualsiasi tipo di attività ( anche di tipo agonistico ).
 
 

Prof. Marco Blandamura
Chirurgo Vascolare




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